Il club delle lettrici compulsive

Addicted to you – Krista e Becca Ritchie

Addicted to you Book Cover Addicted to you
Addicted #1
Krista Ritchie, Becca Ritchie
Narrativa erotica, New Adult
Giunti
2024
Digitale - Cartaceo
384
Acquisto personale
Leonardo Taiuti

Lily Calloway e Loren Hale sono migliori amici fin dall'infanzia e da ormai tre anni hanno una finta relazione. Vivono insieme, partecipano a pranzi e vacanze di famiglia, si baciano all'occorrenza, ma appena i genitori se ne vanno tornano alle loro vite. Per la precisione, Loren torna alla sua passione, decisamente spinta, per l'alcol, e Lily alle sue ripetute scappatelle sessuali con i ragazzi del college. Nessun altro conosce le loro dipendenze e convivere gli permette di coprirsi a vicenda. Quando la sera escono Lily resta sobria e guida, assicurandosi che lui arrivi a casa sano e salvo; nel frattempo Lo veglia su di lei affinché nessuno se ne approfitti. Ma per quanto potrà durare? Anche perché, mentre affondano sotto il peso delle loro assuefazioni, l'attrazione si fa sempre più forte. Quei baci e quelle carezze non sembrano più una recita e il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sfumato. E se potesse nascere qualcosa di più? A quanto e cosa rinunciare in nome dell'amore? E soprattutto: stare insieme sarà la loro salvezza o la loro condanna? Il glamour, il lusso, la fama: dietro la facciata di queste vite apparentemente perfette si cela una pericolosa architettura di bugie e segreti e un equilibrio forse impossibile da trovare. Il primo capitolo della saga “Addicted”.

Oggi parliamo di Addicted to you, un libro scritto da Krista e Becca Ritchie e pubblicato in Italia da Giunti. Lo facciamo con un ospite speciale, Lord Prejudice. Lascio a lui la parola… e anche le parolacce.

Eh sì, Addicted to you decisamente non rientra nelle corde del nostro amico…

Addicted to you

Buongiorno lettori,

anzitutto mi presento: sono Lord Prejudice. Sì, il richiamo è chiaramente per la mitica Jane Austen, e no, non ho ancora trovato la mia Lady Orgoglio, ma non importa, perché io, di Pregiudizio, ne ho a sufficienza.

Ringrazio il blog Il club delle lettrici compulsive per avermi accolto, dandomi modo finalmente di mettere nero su bianco (si fa per dire) quello che penso di alcuni libri, dando sfogo al mio estro. Soprattutto, ringrazio di potermi appoggiare qua, perché ho sempre avuto voglia di scrivere recensioni, ma aprire un blog e seguirne tutto il background… anche no.

Non ho mai scritto recensioni, quindi chiedo scusa se non saranno magnifiche come quelle dei miei anfitrioni, ma spero siano pungenti al punto giusto, così da suscitare in voi la voglia di una risata.
A scrivere recensioni positive son bravi tutti, forse sarei migliore pure io, ma ehi… io sono Lord Prejudice, e di leggere recensioni di libri osannati, rivelatisi poi delle schifezze, anche basta.

Ma andiamo al dunque. Addicted to you.

Giuro, di libri un po’ meh, un po’ bah e un po’ bleah ne ho letti parecchi nella mia vita (lunga, breve? Preferisco fare il misterioso) ma, in qualche modo, Addicted to you riesce a batterli tutti.

Sono quel tipo di lettore che per principio non interrompe la lettura di un libro, trovo il lato positivo; mal che vada mi faccio una risata, al peggio accolgo ogni tanto con entusiasmo il blocco del lettore, che mi dà occasione di staccare un po’ (strano, eresia, sacrilegio… non per uno che legge dai 150 ai 200 libri l’anno. Sì, sono veloce, invidiatemi o odiatemi, vinco comunque. Semicit, e se non l’avete capita non possiamo essere amici).

Stranamente, non ho avuto particolari problemi a continuare Addicted to you rispetto agli altri. Perché? Dai, chiedetemelo, lo so che volete saperlo. Nella mia magnanimità, ecco che vi rispondo.

Avete presente la scena dell’incidente di auto in Final Destination, quello a catena? Abbiate pietà non ricordo quale film della serie sia, sono vecchio (o forse no…)
Ecco, esattamente così, sai cosa sta per succedere, sai che sarà brutto, ma non riesci a distogliere lo sguardo dal macabro scenario che stai osservando, calamitato nelle spire del destino e nei fili ben tirati dal Tristo Mietitore.

Iniziamo col dire che Addicted to you non ha una trama, non fino a pagina 150 circa, e ne ha 380… Disquisiamone pure.

@gifer

Per la quasi prima metà vediamo lui, Lo, un alcolizzato capace di scolarsi la produzione annuale di whiskey della Scozia prima di mezzogiorno; e lei, Lily, una ninfomane che non riesce a stare senza c***o per più di qualche ora senza andare in astinenza.

Basta, non fanno nient’altro se non bere e sco***e, non insieme, sia mai, almeno non per le prime, dannate 150 eterne pagine. No, sopportano a vicenda l’autodistruzione altrui.

Sono due lagne, fatemelo dire, lui un po’ meno forse, ma lei… Vi giuro, credo di aver contato almeno una quindicina di “cos’ho che non va?” piagnucolate di Lily.

Ora, figlia mia, è da quando avevi tredici anni che “dai via del tuo”, anche con i calciatori nelle limousine, con tanto di autista anche se separato (e ovviamente nessuno mai si è accorto di nulla), hai dei classici sintomi da astinenza, giacché ti fai la domanda millemila volte, datti anche una risposta, perché nemmeno le capre sono così rimbambite. E se questa cosa ti fa proprio stare male, se ogni volta che hai un eccesso ti vergogni, se non sei in grado di guardare in faccia i gigolò il giorno dopo (che con l’attrezzatura che si ritrovano capirei se preferissi guardare altro), se ti ritrovi ad avere problemi con la famiglia… fai qualcosa, su! Vai da uno psicologo, sei una ricca figliola erede miliardaria, potrai anche farlo di nascosto da papino e mammina, no…? No? No.

@gifer

Lui… veniamo a lui. Un alcolizzato che tracanna ogni superalcolico come fosse limonata e non ha sintomi (se non verso la fine… qualcosina hanno inserito, grazie al cielo). Niente occhi rossi, niente puzzo di alcol, perché bastano shampoo e bagnoschiuma costosi; niente tremiti e, udite udite, niente pancetta! Nooo, ingurgitando 500.000 calorie in alcol alla settimana, gli basta andare due volte ogni sette giorni in palestra et voilà, gli addominali. E nessuno si accorge nemmeno dell’odore di alcol che fuoriesce dalle varie tazze da caffè e thermos, perché sì, insomma, all’università è normale che un thermos puzzi di alcol invece di profumare di caffè.

Non mi credete?

Volevo essere Lo. Non succede spesso, ma in questo momento invidio la sua capacità di essere un alcolizzato “funzionante”, uno che non diventa aggressivo fisico, uno che non dimentica cose. Beve tutto il giorno e tutta la notte, subendo ripercussioni solo quando supera il livello di tolleranza e perde conoscenza.

Ah ah. Uhhh, un unicorno che vola! Ciaoooooo!

@gifer

Uh, i peperoncini! Visto che la domanda più gettonata dell’intero Bookuniverse è “ma è spicyyyyy?”, rispondo anche a questa.

Abbiamo detto che lei è ninfomane. Il libro dice tre peperoncini e mezzo, pensate ci siano scene di sesso? Macché, cioè sì, di quelle accennate. Tipo, parafrasando, “Mi sono appartata con quello nel cesso della discoteca, abbiamo scopato e sono tornata di là”; “Stanotte mi sono sfogata con tizio, ora mi sto alzando.”

Il massimo, e dico massimo trovato in questo libro, è questo che segue, ma prima un po’ di contesto: lei cerca di prendere il controllo, lui le dice che non è una delle sue conquiste, un paio di dita si infilano negli slip e “trovano il punto sensibile” entrando e uscendo, e poi…

Lui sorride e poi mi bacia di nuovo, a lungo e con forza. Tremo. E poi mi riempie. I suoi fianchi sfregano contro i miei e a ogni affondo spinge verso il basso, avvicinandosi il più possibile. […] Lui spinge entrando e uscendo, e i suoi occhi color ambra restano fissi nei miei. Va sempre più in profondità. Mi perdo nelle sue iridi color scotch. Nel modo in cui mi guarda. Nessuno mi ha mai guardata così.
Il mondo esplode.

Ecco qua. Ah, no, aspettate…

Il massimo dell’esplicito:

Ti scoperò così forte che rischierai di venire a ogni spinta. E quando sarai gonfia e bagnata, dovrò solo entrarti dentro. Non dovrò nemmeno muovermi per farti urlare.

Tre peperoncini e mezzo. Oh, cara Shell, cara Ella James (lei sì che scrive erotici effettoWow!)… a voi ne diamo 800 di peperoncini, sì?

@gifer

Mi chiedo con che criterio si diano i peperoncini. Come si giustificano, in questo caso? Perché nemmeno le farfalline nello stomaco sono venute. Forse per le tematiche? Ma, in questo caso, qualcuno spieghi la differenza tra peperoncini e trigger warning, vi prego!

Ultimo, ma non ultimo… Non so come funzioni la correzione di un libro da parte di un editore… ma perdiana, trovare dì al posto di di’ ce ne vuole, così come… no, ve la devo scrivere, dovete vederla con i vostri occhi.

Si parla di una scommessa.

Mille dollari se avrebbe superato o meno l’esame di economia. E Lily, non voglio i tuoi soldi.

Di sicuro, chi ha corretto Addicted to you non ha superato la verifica di italiano in quinta elementare.

@gifer

Insomma, Addicted to you non ha trama, non è un erotico, non è né carne né pesce. Non è cane, non è lupo. Sa solo quello che non è. È Balto! [Altra citazione dotta]

La storia non è autoconclusiva, ci sono altri due libri, ma neanche minacciassero di tagliarmi… beh, avete capito cosa, li leggerei. Ho detto che non interrompo i libri che inizio, non che sono così masochista…

Una stella, perché di meno non si può.

Ossequi,

Lord Prejudice.

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Pubblicato da Sara Emme

Sono Sara e sono una lettrice compulsiva. Ho vissuto in Cina dal 2009 al 2017. Oltre ai libri, amo i viaggi, la fotografia, i gatti e la buona cucina. Appassionata di Harry Potter e del magico mondo creato dalla Rowling, passo la vita trascinando il mio povero marito (sant'uomo!) per i parchi a tema sparsi per il mondo.

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