Il club delle lettrici compulsive

Il mostro dagli occhi verdi – Cristina Argenio

Il mostro dagli occhi verdi Book Cover Il mostro dagli occhi verdi
Cristina Argenio
Fanfiction - Romanzo rosa - Romanzo erotico
Anguana Edizioni
2024
Cartaceo
334
Fornito dalla casa editrice

Vi ricordate Oscar François the Jarjayes André Grandier, e la loro tragica fine dopo che avevano appena iniziato la loro storia d'amore?

Ebbene, ecco a voi una riscrittura degli ultimi capitoli della storia, che permetterà a tutti gli appassionati di questo famosissimo anime di "rifarsi la bocca" dopo l'amaro lasciato dal finale originale, e che persiste anche a distanza di decenni.

Una scrittura agile e intrigante, interessante, piccante è decisamente adulta e per adulti.

Il finale alternativo per Oscar e André che tutti gli appassionati avrebbero voluto, e che ora possono finalmente leggere.

Oggi parliamo di Il mostro dagli occhi verdi, un libro scritto da Cristina Argenio e pubblicato da Anguana Edizioni.

Dopo aver partecipato al blog tour, ecco finalmente la recensione.

Grande festa alla corte di Francia, c’è nel regno un libro in piùùù!

Perdonate la licenza poetica, ma quando Tania (grazie ancora!) mi ha proposto questa lettura ero felicissima.
Perché, diciamolo come bisogna dirlo, raramente mi sono trovata davanti a un finale tragico come quello di Lady Oscar. Eh, sono traumi. Bello, per carità, però…

Certo, visto il periodo storico e il ruolo di Oscar, non potevo aspettarmi ricchi premi e cotillons, ma nemmeno tutta questa tragedia greca, santo cielo!

Comunque, sono passati gli anni (i traumi no) e in qualche modo sono diventata un’adulta equilibrata (niente commenti, per favore), anche se il tarlo del dubbio ha lavorato in maniera lenta e costante, il pensiero di uno sliding doors, di un grosso gigantesco “E se…”

Capite quindi che, come ho visto la copertina di Il mostro dagli occhi verdi, la piccola Sara, che a un carnevale (1983 o 1984) si è vestita da soldatessa francese, ha rizzato le antennine.

Fermə tuttə un momento, angolo spoiler del cartone animato (sono vecchia. No, non è questo lo spoiler. Questa è l’amara verità. Sono troppo vecchia per chiamarlo anime. Non mi viene, abbiate pazienza). Se non lo avete mai visto, recuperatelo (nessuno deve restare impunito), ma non aprite la casella spoiler.

Il mostro dagli occhi verdi riprende la storia più o meno dall’episodio 28 (questo sono andata a cercarlo perché non mi ricordavo, non come la sigla, che invece…), dalla battuta di André di shakespeariana memoria: «Una rosa è una rosa, anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà».

Oscar non è un lillà, Oscar è l’amore della vita di André. E viceversa, eh, se solo questi due testoni si parlassero. Oscar è anche riuscita in qualche modo a dimenticare Fersen (e qui ne avrei da dire…), ma no, Oscar, dritta e dura, «Non sono una donna, sono un soldato», anticipando così (e ribaltandone il concetto) di circa 250 anni “Sono una donna, non sono una santa” di Rosanna Fratello.

Che fatica.

Non voglio anticipare nulla della trama perché, anche se ci sono dei Ma di natura tecnica, sono stata contenta di aver letto questo libro.

Inizio subito dalle cose che non mi sono piaciute, così ci togliamo il pensiero. Questo libro non è stato editato. È una bella bozza da 18 euro (ed esiste solo in cartaceo), cosa che personalmente non mi piace (ed ecco l’eufemismo di maggio, signore e signori). Non editare un libro significa svalutare il lavoro dell’autore e, in questo caso specifico, è davvero un peccato perché Cristina Argenio scrive bene, nonostante gli errori. Lo so che sembra una contraddizione, ma Il mostro dagli occhi verdi è scorrevolissimo davvero e sarebbe bastata una rilettura da parte di un editor qualificato. Tempo stimato: una settimana, proprio per essere sicuri di non perdersi niente per strada.

Altra casella spoiler in cui sarò più tecnica per gli interessati, così non vi ammorbo.

 E ora, tutto il resto!

 Non so che cartoni animati guardino i bambini, oggi, ma in caso non lasciate in giro questo libro perché è bollente. Ehhh già. Rispondo alla domanda che in genere trovo fastidiosa. È spicy? Sì! Duemila volte sì! Ma ci arriviamo.

Oscar si ritrova a dover fare i conti con tutti quei pensieri che le turbano la mente. Lascia Versailles e diventa comandante delle guardie francesi di stanza a Parigi per allontanarsi da Fersen e dimenticare, ma finisce in un covo maschilista e machista. I soldati non accettano di essere guidati da una donna, nonostante la fama di Oscar, e non le rendono affatto facile il lavoro (okay, forse è questo l’eufemismo di maggio). Tra rinnegare la propria natura e i propri desideri e questo clima per nulla disteso, ci si mette anche André che la segue perché non può fare a meno di lei, nonostante, almeno lui, non le crei problemi.

Oscar aveva paura, una maledetta paura di lui, dell’uomo che credeva di conoscere e che, invece, aveva capito di non conoscere affatto.
Ed era terrorizzata al pensiero di non essere alla sua altezza, di non potergli donare quel piacere cui ormai era abituato.
Anche Diane era un’amante esperta? Oscar temeva di non reggere il confronto nemmeno con lei.
Aveva scoperto il suo corpo solo poche ore prima, solo da poco si era affacciata al fragile e delicato mondo dell’amore, di cui mai aveva saputo nulla.

Quello di Oscar è un viaggio interiore. È alla ricerca di se stessa, dopo anni passati a nascondersi, a reprimere la propria natura per essere accettata e per non dover rinunciare al proprio sogno. È molto attuale come storia, da questo punto di vista, se ben ci pensate. È quindi tutta una scoperta che passa, giocoforza, dall’ammissione dei suoi desideri più profondi. E non è mai facile arrivarci e capire. Capire davvero, intendo.

Anche da questo punto di vista, in questo personaggio senza tempo c’è della modernità.

André mi ha sempre fatto una pena infinita perché ha passato tutta la sua vita cercando di compiacere la donna che ama, restando al suo fianco anche quando lei palesemente ha preso una sbandata per un altro. In questo mondo alternativo, invece, l’ho trovato meno accondiscendente, nonostante sia comunque sempre leale.

La storia è carina, ben gestita e ben strutturata. La parte spicy… all’inizio ero un po’ combattuta. Ho pensato che molto fosse fan service puro e semplice, ma poi ho capito che Il mostro dagli occhi verdi nasce come fanfiction, quindi questo fan service è proprio dove deve essere, e quindi va bene. Sono stata chiarissima, giusto?

Spiegone (breve, giuro).

Per chi non avesse mai incontrato il termine, una fanfiction è letteralmente quello che dice di essere: una fiction scritta dai fan. Si prendono quindi personaggi di un libro/film/cartone animato/qualcosa che esiste già e si modifica o si fa proseguire la storia dei protagonisti in modo diverso rispetto a quanto deciso dall’autore. È come se, in un certo senso, i personaggi diventassero autonomi, quasi senzienti.

Ci sono molte scene erotiche, quindi lo consiglio solo se vi piace il genere. Vi dirò la verità: a me non è dispiaciuto. L’anime (visto che quando mi impegno…) è stato edulcorato moltissimo, vivere nella Francia pre-rivoluzione non doveva essere un Carnevale di Rio. In più, da noi certe scene sono state tagliate o doppiate in modo da non turbare il pubblico più giovane, visto che andava in onda al pomeriggio in contenitore pensato per i bambini.

In Il mostro dagli occhi verdi, invece, la storia, paradossalmente se vogliamo, diventa più realistica o comunque più aderente a quella che doveva essere la realtà dell’epoca, sia per la mentalità sia per l’ambientazione, anche se su certe cose avrei magari calcato un po’ di più la mano. Restando focalizzata sui protagonisti, Oscar e André hanno desideri, pulsioni, pensieri, problemi, sono personaggi sfaccettati.

Oscar era fuori di sé.
Il tarlo della gelosia si era ormai insediato dentro di lei, come un cancro inestirpabile che corrodeva tutto ciò che lo circondava. Quel mostro la stava divorando, a poco a poco, lentamente, silenziosamente, e avrebbe finito per ucciderla se non si fosse decisa a fare qualcosa.
Perché si era comportata in quel modo tanto idiota con André?
Perché era stata così codarda da tacere il suo dolore?
Sarebbe bastato così poco per aprirgli il suo cuore.
Hai paura, ammettilo. Hai paura a rivelargli i tuoi sentimenti.
Hai paura delle altre, hai paura di non essere abbastanza per lui.
Hai paura dell’amore, Oscar.

Il finale, di cui non vi racconterò nulla, è bellissimo e posso dirlo? Era ora! Finale alternativo approvato, traumi del passato parzialmente risolti. Certo, Oscar e André restano due zucconi di prima categoria, visto che tutto il libro è basato sulla gelosia (non è un caso che il titolo sia questo, la gelosia è il mostro dagli occhi verdi per antonomasia), però questo sì che è un bel finale per loro due. Ed è anche plausibile, i personaggi non sono stati snaturati, anzi! Cristina Argenio li ha fatti evolvere in modo lento, ma con una logica.

Mettendo da parte il nervoso per la mancata correzione, mi sono divertita, l’ho letto di volata perché è davvero scorrevole. Quindi, se vi piacciono i libri spicy e volete scoprire la dimensione più umana di personaggi che sono diventati una leggenda per la mia generazione, date una possibilità a questo titolo, sperando che, nel frattempo, venga anche editato.

Avete letto Il mostro dagli occhi verdi? Vi aspetto per commentarlo!

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NdA: il libro mi è stato fornito perché potessi recensirlo. Questo non ha influito sulla mia opinione finale.
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Pubblicato da Sara Emme

Sono Sara e sono una lettrice compulsiva. Ho vissuto in Cina dal 2009 al 2017. Oltre ai libri, amo i viaggi, la fotografia, i gatti e la buona cucina. Appassionata di Harry Potter e del magico mondo creato dalla Rowling, passo la vita trascinando il mio povero marito (sant'uomo!) per i parchi a tema sparsi per il mondo.

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