Il club delle lettrici compulsive

La sposa dell’Ade – Eleonora Fasolino

La sposa dell'Ade Book Cover La sposa dell'Ade
Eleonora Fasolino
Fantasy
Newton Compton
2024
Digitale - Cartaceo
288
Fornito dalla casa editrice

Lui è il signore delle ombre. Lei è il fiore della rinascita. Come potranno mai amarsi?  Ade, dio dell'Oltretomba, conduce un'esistenza placida, lontano dall'Olimpo e dai suoi intrighi. Il suo è un regno fatto di ombre, di spiriti, dove tutto finisce e fluisce. Eppure, da qualche tempo la sua serenità è turbata da una profezia. Le Moire, signore del destino, sono state chiare: l'Oltretomba è destinato alla distruzione, a meno che il suo re non lasci entrare la vita negli inferi. Confuso, il potente signore delle ombre cerca risposte. Come si fa a portare la vita nel regno dei morti? Intanto Persefone, figlia della dea del raccolto Demetra, vive con sua madre e le sue ninfe tra i campi mai spogli di una terra nascosta ai mortali, anelando a scoprire cosa nasconda il mondo esterno. Quando Ade bussa alle porte della sua casa, Persefone non immagina che quella visita cambierà per sempre la sua vita. Il dio le offre la possibilità di lasciare la dimora materna, seguirlo nell'Averno... e diventarne la regina. E lei accetta. Che cosa la aspetta, nel regno degli inferi?

Bentrovatə compulsivə! Oggi parliamo di La sposa dell’Ade, romanzo di Eleonora Fasolino, pubblicato da Newton Compton Editori.

Ve l’ho mai detto che, in un’altra vita, ho fatto un errore di gioventù e ho studiato Archeologia? Sono sicura di sì, e come chiunque abbia, in un qualche momento della propria esistenza, sfiorato le lettere classiche, ho un’insana passione per la mitologia.

Potevo, io, resistere a un retelling del mito di Ade e Persefone?

Non diciamo sciocchezze.

Molti (troppi) anni fa, ho partecipato a uno scavo archeologico alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, nei pressi di Enna, e ho potuto visitare in prima persona i luoghi che fanno da cornice al mito. Lo sapevate che una leggenda narra che la giovane Persefone sia stata rapita proprio sulle rive del lago di Pergusa? Lì, al centro della Sicilia, in quel panorama da sogno, non è difficile immaginare che una primavera che durasse tutto l’anno.

La sposa dell’Ade ci racconta della vita dorata di Demetra e Persefone, perfetta solo in apparenza, nella sua eterna estate, e di quanto, alla giovane dea della primavera, pesasse essere considerata solo una fanciulla, nonostante il passare del tempo.

Persefone vede tutte le altre dee crescere, maturare, sposarsi persino, ottenere una propria posizione nell’Olimpo degli dei, ma la sua mamma continua a chiamarla Kore, fanciulla, e come tale la protegge da qualsiasi pericolo, reale o meno che sia.

Ade, intanto, regna sull’Oltretomba senza affanno, è un sovrano giusto, ma sente che qualcosa non funziona e, per questo, chiede aiuto alle Moire, che gli rivelano un’oscura profezia sulla fine del suo regno, che si compirà a meno che egli non riesca a farvi sbocciare la vita.

La vita. Nel regno dei morti? Ade, perplesso e turbato, si rivolge alla sorella Demetra, che in quanto dea delle messi e dell’abbondanza ha sicuramente più esperienza di lui nel campo della vita, ed è lì, nell’esilio idilliaco di Demetra, che gli sorge l’idea di sposarne la giovane figlia.

Non l’ha mai vista, perché Demetra la tiene nascosta agli occhi del mondo, ma ne percepisce la presenza e decide di conoscerla e, come un Edward Cullen qualunque, si insinua nella sua stanza per guardarla dormire, protetto dall’elmo che lo rende invisibile.

Persefone è, come è logico, bellissima, innocente, ingenua ma inaspettatamente tormentata, stanca di vivere una vita da eterna bambina, affamata di vita e di esperienze, intelligente, e Ade ne resta subito affascinato.

Spinto dall’idea che sia lei la chiave per portare la vita nell’oltretomba, e completamente infatuato della giovane, Ade si rivela e riesce a convincerla a sposarlo, ideando lo stratagemma del rapimento per non addolorare Demetra.

Persefone si allontana da casa volontariamente, si reca all’appuntamento con il dio dell’aldilà e, come promesso, lui sorge dal suolo alla guida del suo cocchio trainato da cavalli maestosi e la ghermisce all’improvviso per portarla nel suo regno e, finalmente, sposarla.

Avete mai visto la statua del Bernini che si riferisce a questo episodio? Ecco. Così.

Demetra non si addolora, si arrabbia come una furia.

Persefone, però, è ammaliata dalla nuova vita che le si prospetta, è entusiasta di essere finalmente trattata come un’adulta e come una regina, si affeziona presto al nuovo regno che le appartiene e, soprattutto all’affascinante e tormentato marito.

La sposa dell’Ade trascina il lettore in una dimensione onirica dove tutto è possibile, dove amore e odio sono divisi da un filo sottile, un mondo in cui le divinità della mitologia greca sono irrimediabilmente umane, con tutte le loro emozioni e le loro reazioni.

Non dobbiamo cercare, ne La sposa dell’Ade, un resoconto pedissequo di quello che è il mito greco, di quello esistono infinite versioni e possiamo comodamente consultarle nei nostri libri di letteratura, ma è una rilettura interessante e piacevole, leggera, nonostante il tema e con un focus marcato sulla psicologia dei personaggi, visti con gli occhi di noi contemporanei, che possiamo dunque continuare a ricavarne spunti di riflessione, nonostante qualche migliaio di anni in più.

Avete letto La sposa dellAde? Fatemelo sapere nei commenti!

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NdA: il libro mi è stato fornito perché potessi recensirlo. Questo non ha influito sulla mia opinione finale.
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