Il regno dei malvagi

Il regno dei Malvagi – Kerri Maniscalco

Il regno dei Malvagi Book Cover Il regno dei Malvagi
Kingdom of the Wicked #1
Kerri Maniscalco
Fantasy
Oscar Vault Mondadori
2021
Digitale - Cartaceo
372
Fornito dalla Casa Editrice
Maura Dalai

Quando si ha a che fare con i Malvagi, niente è come sembra.

Emilia e Vittoria sono gemelle; appartengono a una delle tredici famiglie di streghe nascoste a Palermo ma, come tutte, stanno bene attente a celare la loro vera natura. Per questo lavorano da Mare e Vino, il rinomato ristorante di famiglia, come due normalissime ragazze. Una sera, però, Vittoria non si presenta al lavoro. Sarà proprio Emilia a trovare il cadavere profanato della sorella. Distrutta dal dolore, decide che farà di tutto per scoprire chi sia il brutale assassino e vendicarla. Anche a costo di usare la magia nera, da tempo messa al bando. Anche a costo di allearsi con Ira, uno dei sette Principi dell'inferno, i Malvagi. Fin da quando era piccola, le hanno sempre detto di guardarsi da loro, ma Ira giura di essere dalla sua parte, e di aver ricevuto l'incarico di risolvere il mistero degli omicidi che stanno insanguinando la Sicilia. Ciò che Emilia dovrebbe ricordarsi è che, quando si ha a che fare con i Malvagi, niente è come sembra.

Oggi partecipiamo al review party di Il regno dei Malvagi, il nuovo libro di Kerri Maniscalco, pubblicato in Italia da Oscar Vault. Prima di cominciare, vi lascio il banner in modo che possiate recuperare le recensioni delle altre bravissime blogger che vi hanno preso parte e farvi così un’idea più completa del libro.

Il regno dei malvagi

Kerri Maniscalco torna con un nuovo libro, vuoi non leggerlo? Ecco, appunto. Tra l’altro, dopo aver letto tutta la serie di Jack lo Squartatore, ero curiosa di vedere se ci fosse stata una crescita da parte di questa autrice.
La risposta è “Insomma”. Ma andiamo con ordine e partiamo con le cose che non mi sono piaciute.

Per prima cosa, mi spiace, ma la traduzione è un grosso punto di domanda perché il libro è ambientato a Palermo e, mentre in inglese certe cose vengono cambiate perché siano comprensibili, è assurdo tradurre letteralmente per noi perché giochiamo in casa. Un esempio su tutti? Il vino di limoncello. Ora, o ho una enorme lacuna alcolica da colmare, oppure qui è partito un limoncello wine a caso. E ho cercato, ovviamente. Non esiste nessun vino di limoncello (in compenso, le sponsorizzazioni pubblicitarie del mio profilo Facebook sono diventate più interessanti… Grazie, profilazione!)

Passando oltre, il mio grosso problema è sempre con le donne di Kerri Maniscalco. La più interessante muore a pagina 3, in pratica (non è uno spoiler, è scritto nella trama), e quelle che restano… Ufff! La nonna ha un suo perché, ma la madre delle gemelle sembra passare di lì per caso…

La protagonista è Emilia Di Carlo, figlia di strega, nipote di strega. Emilia è una ragazza assennata, lavora al ristorante dei suoi, ha una passione per gli esperimenti in cucina, impara tutto quello che può da chiunque sia disposto a insegnarle qualcosa e assimila e ascolta tutti gli insegnamenti che le dà la sua amorevole nonna. E secondo me è anche bipolare, ma sono dettagli.

La morte della sua gemella le devasta l’esistenza. L’unica cosa che le resta dell’amata Vittoria è un diario che non riesce ad aprire perché la sorella lo ha stregato. Il seme della vendetta inizia a germogliare e ben presto Emilia si ritroverà a infrangere tutte le regole che la nonna le ha dato nel corso della sua breve esistenza.

Secondo me, nella caratterizzazione di Emilia è venuto a mancare lo “show, don’t tell”, regola base per scrivere un personaggio realistico. Emilia parte per la tangente e ha dei comportamenti assurdi, in contrasto tra loro; arriva anche a contraddirsi nella stessa frase… Forse, nelle intenzioni dell’autrice, questo doveva indicare l’estrema confusione in cui versa la ragazza, visto che tutte le sue certezze sembrano sgretolarsi una dopo l’altra…

Vedremo con il secondo volume come evolverà.

Tra le cose che invece ho adorato c’è di sicuro l’ambientazione. Siamo in una Palermo di credo fine ‘800 (non ho ben capito l’epoca, sinceramente, cosa che mi disorienta sempre un po’) che viene girata in lungo e in largo da Emilia. Le descrizioni dei luoghi sono precise quel tanto che basta per andare a cercare su Google l’aspetto dei palazzi che l’autrice nomina… Non sono ancora stata a Palermo, ma ho un paio di carissime amiche che ci abitano e non vedo l’ora di andare a trovarle!

Ovviamente, di pari passo con l’ambientazione c’è il cibo. Dovrebbero scriverlo sulla fascetta: SE SIETE A DIETA, NON LEGGETE QUESTO LIBRO!
Che fame, ragazzə! Del resto, non è la prima volta che ci capita… E Il regno dei Malvagi finisce di diritto nella raccolta “Libri che ti fanno venire fame” (ne abbiamo parlato qui. Aspettiamo i vostri titoli!)

Tra un’arancina e l’altra, la storia si dipana in modo relativamente interessante, perché Vittoria non è l’unica giovane strega assassinata. C’è quindi un mistero da risolvere: chi sta uccidendo le ragazze? E perché? Che i cacciatori di streghe siano tornati? Purtroppo, in mezzo a un giallo che avrebbe tutte le potenzialità per essere davvero interessante, ci sono tutte le farneticazioni di Emilia che o cucina o ci ricorda, ogni tre per due, che ha evocato un demone.

A migliorare drasticamente le sorti di un libro a tratti forse troppo piatto, sono i Malvagi. I Malvagi sono i principi dell’inferno e ognuno incarna un vizio capitale. Ecco, loro sono caratterizzati meglio e mi sono piaciuti da morire! Ira. Vogliamo parlare di Ira per un momento, per favore? Personaggio ambiguo, strano, spaventoso e affascinante allo stesso tempo. Non posso dire di più perché non voglio fare nessun genere di spoiler, ma devo sapere come va a finire!

Niente è come sembra quando si tratta di principi infernali e devo dire che le scene che li riguardano hanno contribuito decisamente ad alzare la valutazione finale di questo libro, anche se di certe cose mancano le motivazioni, ma questo è giustificato: del resto, è un primo libro.

Mi è piaciuta questa nuova interpretazione dell’inferno (nuova per me, almeno), anche se certe cose le avrei evitate perché c’è sempre il rischio di fare un mescolone senza senso, ma tutto sommato la storia regge.

I colpi di scena sono abbastanza ben studiati e ben distribuiti, quindi Il regno dei Malvagi è stata una lettura carina di cui sono piuttosto soddisfatta. Naturalmente, non vedo l’ora di leggere il seguito per capire come andrà a finire, visto il finale così tanto aperto da essere pressoché spalancato. Lo sapevo dall’inizio, la cosa non mi turba, però vi avviso. Il seguito porterà le risposte a tutte le domande… e sono proprio tante!

Nota che potrei definire folkloristica, forse: c’è una scena tragica e terribile, alla fine della quale Emilia è sconvolta. E quindi cosa fa? Stappa un prosecco.
Vai, sorella! Ti capisco, senza vino non si affronta un bel nulla! E il prosecco è sempre una buona idea.

Ricordandovi di bere responsabilmente, lascio a voi la parola. Avete letto Il regno dei Malvagi? Vi ispira? Avete mai letto qualcosa di Kerri Maniscalco?
Vi lascio in link delle recensioni della serie Stalking Jack the Ripper:

così avete qualcosa da leggere in attesa che Kingdom of the cursed arrivi in libreria.

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NdA: il libro mi è stato fornito perché potessi recensirlo. Questo non ha influito sulla mia opinione finale.

 

Sono Sara e sono una lettrice compulsiva. Ho vissuto in Cina dal 2009 al 2017. Oltre ai libri, amo i viaggi, la fotografia, i gatti e la buona cucina. Appassionata di Harry Potter e del magico mondo creato dalla Rowling, passo la vita trascinando il mio povero marito (sant'uomo!) per i parchi a tema sparsi per il mondo.
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